CURARSI A TAVOLA

Di Elisabetta D'Agostino – Fonte : www.buonpernoi.it

"Ci ammaleremmo meno di cancro se seguissimo una dieta migliore". Parola del prof. Franco Berrino dell'Istituto Tumori di Milano che ha lanciato un progetto di cucina naturale in collaborazione con l'associazione Salute Donna.

Le ricerche del World Cancer Research Found e dell'American Institute for Cancer parlano chiaro: se seguissimo una dieta giusta vi sarebbe una riduzione dei 30-40% dell'insorgenza di tumori con punte addirittura del 50% per alcune tipologie di melanomi (colon-retto, stomaco, esofago, mammella e cavo orale). Sono statistiche che all'Istituto Tumori di Milano conoscono bene e che hanno spinto il prof. Franco Berrino, direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva, a mobilitarsi per diffondere un miglior stile alimentare: "Le ricerche condotte dal nostro Dipartimento - spiega - hanno dimostrato la possibilità di modificare favorevolmente, attraverso l'alimentazione, una serie di parametri ematologici associati a un maggior rischio di tumori." Rischio, per esempio, legato al forte consumo di salumi o insaccati per quel che riguarda il tumore allo stomaco. Non ci deve quindi stupire il fatto che nelle aree di Forlì-Ravenna e di Firenze, dove maggiore è l'utilizzo di questi prodotti alimentari, ci si ammali molto di più di tumore gastrico (anche 4 volte di più rispetto al meridione).

Ma come diffondere un migliore stile alimentare? Il prof. Berrino ha deciso con la sua équipe di proporre iniziative di educazione sanitaria basate su corsi di cucina. Da ottobre presso il campus di medicina preventiva realizzato dal Centro Tumori all'interno di Cascina Rosa (Via Vanzetti 5, Milano) sono attivi dei laboratori di educazione alimentare aperti al pubblico per insegnare l'uso appropriato della cucina come strumento quotidiano di prevenzione e salute. Si va dai corsi base (1 lezione teorica tenuta dallo stesso prof. Berrino e 3 lezioni pratiche tenute dal cuoco Giovanni Allegro) a lezioni a tema: ricette per le feste, trucchi per preparare dolci dietetici e, per finire, workshop sul pane casalingo e sui mille modi di cucinare ìl pesce, "Le adesioni al progetto sono buone", fanno sapere dall'associazione Salute Donna che ha elargito fondi per la realizzazione della cucina dove si svolgono i corsi. "La nostra collaborazione con i1 Dipartimento di Medicina Preventiva - tiene però a precisare la tesoriera, Rita Vetere - va ben ai di là del supporto finanziario. L'associazione Salute Donna collabora infatti da anni col prof. Berrino perché è fermamente convinta della validità dei suoi studi. Si è attivata affinché il programma di alimentazione naturale da lui elaborato fosse introdotto presso la mensa dell’istituto per i malati in chemioterapia e quale messaggio di prevenzione per gli altri." Un'attenzione dettata dal fatto che Salute Donna, di cui fanno parte donne ammalate di tumore al seno, è da anni impegnata a promuovere iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e diagnosi precoce per i tumori femminili. "La prevenzione passa soprattutto attraverso la corretta alimentazione, e sarebbe importante togliere di mezzo molti luoghi comuni, come quello che lega osteoporosi e formaggi."

Cerchiamo di capire meglio la questione. Come sappiamo, la carenza di calcio causa l'osteoporosi, però per prevenire la malattia dopo la menopausa non dobbiamo assumere latte e formaggi, sebbene siano entrambi ricchi di calcio. Come mai? Ce lo spiega il prof. Berrino: "Questi alimenti apportano troppe proteine animali che, acidificando il sangue, inducono l'osso a rilasciare sali di calcio per tamponare questa acidità. La principale causa alimentare di osteoporosi è l'eccesso di proteine animali. I popoli della terra, da quando gli dei hanno insegnato loro a coltivare i campi, hanno sempre saputo che cereali e legumi, occasionalmente insieme ad altri semi oppure a cibo dì origine animale, più spesso insieme a verdure di vario tipo, offrono una perfetta combinazione alimentare. Nelle Americhe ancora oggi i poveri mangiano tortillas e fagioli, in nord-Africa semola di grano (il cuscus) e ceci, nell'Africa nera miglio e arachidi, in Oriente riso e soia, nel Mediterraneo agricolo riso e lenticchie oppure pasta e fagioli. Nei paesi occidentali ricchi, invece, nel corso dell'ultimo secolo ci si è progressivamente discostati dalla dieta tradizionale: cibi che un tempo erano mangiati soltanto occasionalmente, come molti alimenti di origine animale, a cominciare dalla carne ma anche dal latte che era diffìcilmente conservabile, oppure che non erano neppure conosciuti, come lo zucchero e le farine molto raffinate, sono diventate un nutrimento quotidiano. Attualmente si consumano anche cibi che in natura non esistono affatto, come certi grassi presenti nelle margarine o i nuovi "grassi non grassi". Questo modo di mangiare, sempre più ricco di calorie, di zuccheri semplici e di proteine ma in realtà povero di alimenti naturalmente completi, ha contribuito grandemente allo sviluppo delle malattie "da civiltà": l'obesità, il diabete, l'ipertensione, l'aterosclerosi, l'infarto cardiaco, l'osteoporosi, la stitichezza, l'ipertrofia prostatica e molti tipi di tumori tra cui quello dell'intestino, della mammella e della prostata." una dieta protettiva richiede un cocktail equilibrato di molti alimenti diversi.

I corsi attivati a Cascina Rosa servono proprio per aiutare i cittadini a modificare la loro alimentazione, eliminando alcuni cibi e introducendone altri dalle importanti caratteristiche protettive. Ma non è tutto. Chi si avvicina alla cucina naturale deve sapere che per guarire va messo in gioco lo stile di vita. "C'è una forte evidenza ”ricorda Berrino” che le verdure esercitino una azione protettiva nei confronti del cancro del polmone: chi le mangia regolarmente riduce della metà il rischio di ammalarsi rispetto a chi non le consuma. Ma se continua a fumare il pericolo del cancro al polmone rimane comunque alto. Un ultimo aspetto da tenere in considerazione per chi vuole intraprendere la strada della prevenzione in tavola è il fattore tempo. I cambiamenti dietetici non danno risultati immediati, ma a distanza di molto tempo: nel caso della mammella e del colon i benefìci di una buona dieta possono manifestarsi anche dopo 10-20 anni, ma di solito occorre che il costume alimentare "protettivo" parta precocemente, fin dall'infanzia, e che sia portato avanti per molti anni.